Parametri retributivi: come funzionano busta paga e inquadramento professionale - For Dental

Parametri retributivi: come funzionano busta paga e inquadramento professionale

Molto spesso, all’interno dei nostri Corsi ASO, capita che corsiste e corsisti molto giovani ci chiedano come funzionano in linea generale gli inquadramenti contrattuali e le buste paga.

Per loro e per tutti/e coloro che possono avere qualche dubbio da risolvere abbiamo scritto questa miniguida per orientarsi tra le mille sigle delle buste paga e negli inquadramenti. Buona lettura! 😊

Partiamo dalle basi: che cos'è la RAL

Ral è l’acronimo che sta per Retribuzione annua lorda e indica il valore totale della retribuzione che un dipendente percepisce nell’arco di un anno. Questo dato comprende tutte le trattenute a carico del lavoratore e scalate dal datore di lavoro, intese come contributi previdenziali e fiscali.

Ad esempio, con uno stipendio lordo mensile è di 1.500 euro ed un contratto di riferimento che prevede anche la quattordicesima mensilità, la Ral sarà: 1.500 X 14 = 21.000 euro

La Ral dunque tiene conto:

  • di ogni retribuzione mensile lorda;
  • delle ritenute Inps (fiscali e previdenziali);
  • delle trattenute Irpef  (prelievi effettuati dai datori di lavoro sullo stipendio per coprire diverse spese previste dalle normative fiscali vigenti. L’importo può variare a seconda del reddito dipendente e delle sue eventuali detrazioni fiscali)
Busta Paga ; Payroll

Che cosa contiene la busta paga?

La busta paga solitamente contiene, oltre all’ammontare della retribuzione:

  • Dati anagrafici del datore di lavoro;
  • Dati identificativi del dipendente (nome, cognome, qualifica);
  • Periodo di riferimento;
  • Elementi fissi della retribuzione (paga base, scatti di anzianità, premi aziendali);
  • La parte variabile (es. retribuzione, straordinari, tredicesima, ecc…);
  • Trattenute fiscali e previdenziali (ad esempio le trattenute per contributi o per l’IRPEF);

… ma approfondiamo queste voci.

1) Gli Scatti di Anzianità

Costituiscono una porzione di salario correlata alla durata dell’impiego del lavoratore presso la stessa azienda. La frequenza, l’importo e le modalità di questi incrementi variano in base al CCNL di appartenenza, essendo generalmente previsti ogni due o tre anni e calcolati su una base fissa proporzionale al livello di inquadramento.

2) Trattenute Previdenziali

Tanto il datore di lavoro quanto il lavoratore sono tenuti a versare i contributi previdenziali per le pensioni di vecchiaia o invalidità e assistenziali per la malattia. L’importo delle trattenute a carico del lavoratore varia a seconda delle dimensioni dell’azienda. Negli stabilimenti industriali con fino a 15 dipendenti, così come nei pubblici esercizi, aziende e negli studi professionali fino a 50 persone, la trattenuta è pari al 9,19% della retribuzione. Per le aziende commerciali con più di 50 dipendenti la percentuale è aumentata al 9,49%

3) Trattenute Fiscali

Le trattenute fiscali rappresentano le imposte che il lavoratore deve pagare sul suo reddito ai governi locali, nazionali o regionali. Queste imposte possono includere l’imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF). Questo contributo è pagato da chiunque abbia un reddito e la sua aliquota è relativa allo scaglione del reddito, Le trattenute fiscali vengono calcolate in base al reddito del lavoratore, alla sua situazione familiare e alle leggi fiscali vigenti nel paese in cui lavora. Per fare un esempio e capire come calcolare l’IRPEF, ipotizziamo che il reddito imponibile sia di 30.000 euro. In questo caso, l’imposta lorda è uguale al 23% per i primi 28.000 euro più il 35% per i restanti 2.000 euro. È possibile utilizzare anche calcolatori online o consultare le tabelle per procedere ad un calcolo manuale.

4) il TFR

Il TFR è calcolato, in modo semplificato, annualmente in base alla retribuzione divisa per 13,5 e moltiplicato per gli anni di servizio. Parte di questo importo può essere versata in Fondi Pensione collettivi per integrare la pensione futura del lavoratore. Il TFR è soggetto a tassazione al momento del pagamento, considerando gli anni di servizio del lavoratore e le aliquote fiscali vigenti.

Ricordati anche che...

Le imposte vengono trattenute direttamente dal salario del lavoratore e poi trasferite alle autorità fiscali competenti

Ferie, permessi e ROL: dove stanno in busta paga?

template busta paga

Troviamo le nostre ferie nella sezione retribuzioni del cedolino mensile.

 Le ferie in busta vengono indicate generalmente in giorni, a volte possiamo trovare specificato se ore (O) oppure (giorni G). Troveremo inoltre tre categorie nella sezione delle ferie:

  • ferie maturate
  • ferie godute
  • ferie residue

Potrebbero inoltre comparire anche le seguenti sigle:

  • AP: accumulate nell’anno precedente
  • AC: ferie dell’anno in corso non ancora utilizzate (che si stanno accumulando)

Le ferie spettanti al dipendente vanno godute nei tempi stabiliti, di solito due settimane devono essere continuative e smaltite nei tempi stabiliti, ad esempio:

le ferie relative all’anno 2024 devono essere fruite entro il 31 dicembre 2024 (possibilità di usufruirne in modo continuativo se richiesto dal lavoratore) e non oltre il 30 giugno 2026;

le ferie relative al 2025 devono essere godute entro il 31 dicembre 2025 e, successivamente, entro il 30 giugno 2027.

…e i ROL?

Si conteggiano in ore e non giorni e sono stabiliti dai contratti collettivi. I permessi consentono ai dipendenti di potersi assentare dal lavoro per periodi brevi e sono sempre retribuiti

Nei contratti collettivi sono indicate varie scadenze entro le quali i lavoratori possono usufruire dei permessi e dei giorni di ROL accumulati. In linea di massima, scadono tra i 12 e i 24 mesi dopo la loro maturazione.

La voce per consultarli in busta è, ad esempio, residuo tot. ROL

Abbiamo parlato di CCNL... ma che cos'è il CCNL?

CCNL è l’acronimo di contratto collettivo nazionale del lavoro, una forma di contrattazione patteggiata tra le organizzazioni rappresentanti i dipendenti, ovvero i sindacati o le associazioni dei lavoratori, e quelle che rappresentano invece le aziende.

Al momento dell’assunzione di un/a ASO, il datore di lavoro fornirà un Contratto che farà riferimento al CCNL Studi Professionali, la proposta andrà quindi ad integrarsi con quanto stabilito dal CCNL di appartenenza.

Dal CCNL possiamo ad esempio leggere i livelli di inquadramento, gli orari di lavoro, come è regolamentato l’apprendistato e le ferie.

La firma del primo contratto di lavoro è un passo importante e richiede attenzione, occorre valutare tutti gli elementi riportati e leggere attentamente tutte le parti che non devono mancare.

  • posizioni e mansioni;
  • inquadramento contrattuale;
  • stipendio e benefit;
  • data di inizio e durata del contratto;
  • orario di lavoro e pause;
  • sedi di lavoro e spostamenti;
  • ferie e congedi;
  • contributi e deduzioni;
  • licenziamento e preavviso.

Controlla nel contratto che la tipologia di inquadramento contrattuale indicata sia in linea con gli accordi precedenti. Nel caso fosse previsto un periodo di prova deve essere specificato nel contratto insieme alla durata e alle modalità di valutazione. Se si tratta di apprendistato, verifica che venga definito in modo chiaro.

Nella sezione di licenziamento o dimissioni occorre assicurarsi di capire le conseguenze e gli obblighi previsti in tali situazioni. Verificare inoltre se fossero presenti clausole restrittive o patti di non concorrenza.

Apprendistato vs Tirocinio

L’apprendistato e il tirocinio sono due modalità di formazione e inserimento lavorativo, ma presentano caratteristiche e obiettivi diversi.

Apprendistato

L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato, finalizzato all’acquisizione di competenze professionali. È regolato dalla legislazione italiana e prevede una formazione pratica e teorica. Si classifica nel seguente modo:

  1. apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, per i giovani dai 15 ai 25 anni compiuti, finalizzato a conseguire uno delle predette qualificazioni in ambiente di lavoro;
  2. apprendistato professionalizzante, per i giovani dai 18 e i 29 anni compiuti, finalizzato ad apprendere un mestiere o a conseguire una qualifica professionale;
  3. apprendistato di alta formazione e ricerca, per i giovani dai 18 e i 29 anni compiuti, finalizzato al conseguimento di titoli di studio universitari e dell’alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi relativi ai percorsi degli istituti tecnici superiori, per attività di ricerca nonché per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche.

Riassumendo:

  • Età: Generalmente, è rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni.
  • Retribuzione: Il lavoratore in apprendistato riceve una retribuzione che cresce nel tempo e che è definita dal contratto collettivo nazionale. È soggetta a contribuzione previdenziale e assistenziale.
  • Aspetti contributivi: L’apprendista ha diritto a tutti i contributi previsti dalla normativa lavorativa, e l’azienda beneficia di sgravi contributivi durante il periodo di apprendistato.
  • Durata: L’apprendistato ha una durata che varia in base al tipo di contratto. Può durare da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni, a seconda del settore e della qualifica da conseguire. In alcuni casi, per professioni particolarmente complesse, la durata può arrivare fino a 5 anni.
  • Rinnovo: L’apprendistato può essere trasformato in un contratto a tempo indeterminato al termine del periodo di formazione, se il lavoratore ha soddisfatto i requisiti e l’azienda ha interesse a mantenerlo.

Tirocinio

Il tirocinio è un percorso di formazione professionale che può essere svolto in un’azienda, ma non è un contratto di lavoro. È più finalizzato all’orientamento e alla formazione e può essere curricolare (collegato a un percorso di studi) o extra-curricolare.

  • Età: è spesso rivolto a studenti o neolaureati.
  • Retribuzione: In alcuni casi i tirocini non sono retribuiti, anche se è possibile che venga riconosciuto un rimborso spese/forma di compenso
  • Aspetti contributivi: Non essendo un contratto di lavoro, il tirocinante non ha gli stessi diritti in termini di contributi previdenziali e assistenziali. Tuttavia, alcuni tirocini possono essere coperti da assicurazioni.
  • Durata: La durata del tirocinio è generalmente breve. Può variare da un minimo di 1 mese fino a un massimo di 6-12 mesi, a seconda della normativa regionale e degli obiettivi formativi. Tirocini curriculari legati a percorsi di studio possono avere una durata specifica definita dall’istituto.
  • Rinnovo: In linea di massima, i tirocini non sono progettati per essere rinnovati. Se un’azienda desidera continuare a collaborare con il tirocinante, può offrirgli un contratto di apprendistato o di lavoro.

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